Parte I

L’essere umano non può più dispiegarsi, è tardi, ormai è compromesso. Tuttavia, ricordiamogli del moderno imperativo categorico, di quel barlume di speranza che urla: “Stabilisci per te e vivi!”

11. Come si spaccia il soggettivo per oggettivo

Riferendosi al concetto di bellezza – e non solo, ma anche a troppi altri concetti, parole, situazioni e definizioni; che facilmente sono passate come sotto un rullo compressore dall’interpretante e destinatore che armeggia con la sciabola soritica – non si sa più che cosa si vuole intendere. Le definizioni trascendentali non raccolgono più adesioni attorno a loro; come corrispettivo del prezzo pagato per l’oggetto, l’esperienza, la visione, e del valore posseduto, non risulta essere umanamente accettabile, né adatto ad essere un paradigma definente; poi, vi è chi definisce il bello come rispondente alla volontà ed alla scelta comune dei più, non riuscendo a concepire, però, quanto questa definizione corrisponda ad una sotto-determinazione precedentemente effettuata da pochi, i quali dispongono di mezzi per ‘spingerla’, quindi, si potrebbe ricondurre indirettamente alla precedente

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