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Giorni quasi dimenticati

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X S: La libertà è sempre ciò a cui si aspira. Ora sta in una camminata, nello stare con gli amici o con gli amanti che non siano congiunti. Prima era poter avere del tempo, poter dormire la mattina, non avere sempre da fare. La libertà è desiderio di fuggire e in quanto tale non si può sentire ma volere.

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IX F: Non ci salveremo dall’eterno ritorno del normale. Ma se tutto tornerà come prima, se la minaccia del ritorno si avverasse, cosa ce ne faremo degli ingombranti e fastidiosi spazi che abbiamo creato in un tempo inusuale? che cosa dei nuovi intervalli di tempo che abbiamo sedimentato tra le nostre pratiche nella vita quotidiana? Come usufruiremo dello spazio che stiamo utilizzando per distanziarci? e di questo tempo che riempiamo con pazienti attese? 

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VIII F: Ho sempre camminato in cerca di risposte. Ho sempre affermato e mi sono dato delle risposte. Ciò che mi manca, ora, è la domanda. Ho bisogno delle domande; non che non abbia mai domandato. Il domandare è un’arte soritica, oltre che socratica, una pratica da sofista: la domanda è sofisticata. Una pratica filosofica, un’abitudine che indirizza. Sono alla disperata ricerca di domande, dove sono finite tutte le domande? Ci siamo dimenticati come domandare?  […]

Giorni quasi dimenticati

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VII S: Monta e cala la luce del sole ora che sola quasi scandisce le giornate. Senza ore mi muovo per la casa, eppure il tempo rimane. F: È come se avessi pensato al tempo, però non riesco a distogliere il pensiero da me stesso. Si allungano le giornate, sì, ma cosa ci è rimasto a noi?

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VI F: Oggi fa freddo, i mercati si sono svuotati. Chi oserà uscire? Chi si pascerà di tale di limitazione? Qualcuno sa ancora gioire nell’ozio? Chi troverà gioia nello stare da solo con se stesso, chi in tale costrizione? Chi, al contrario, patirà le pene della reclusione? Quanti si crogioleranno e quanti, invece, si danneranno?

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IV F: Questi sono giorni malsani, in cui ventate di debolezza spirano falcidiando le generazioni che avevano ancora una memoria del secolo passato – ultima ancora contro l’oblio della coscienza –; un’epoca sta volgendo al termine, aprendo la finestra di un mondo nuovo. Uno spiraglio. Viene così fatto spazio alle nuove generazioni

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III F: Nelle società statiche il valore dell’individuo è dato dal suo occuparsi qualitativamente del suo oggetto del desiderio, dall’abilità nel praticare volontariamente le sue passioni; nelle società dinamiche e dell’abbondanza, invece, la dignità del singolo è costituita meramente dal suo essere occupato. Dov’è lo spazio per l’ozio? È meglio un Kant tutore o un Kant filosofo? S: Occupo sempre più spazio, forse sto ingrassando, sono mai uscito di casa? F: Quando le stagioni dell’animo […]

Diario di un’infodemia

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Giorno quasi dimenticato numero 1 E: La momentanea sospensione della quotidianità fa apparire ciò che la sorregge, l’ordine del tempo cristiano, che, dopo la morte di dio, come lo scheletro di una nave, brunito il legno dal tempo, ancora galleggia, senza timoniere e pieno di popoli nella stiva. Quando dalle meraviglie che il caso,