Il Principe tragico

La prima volta che ascoltai seriamente Fabrizio De André, e che prestai attenzione ai suoi testi e alle sue musiche, ero su una macchina familiare, percorrevamo la Genova-Ventimiglia con destinazione Chiavari. Lo si cantava in coro, anche se non tutti conoscevano le parole, immersi in quella Liguria che fu per lui la madre patria e a cui fu così affezionato, simbolo di una cultura mediterranea di cui si voleva fare cantore e di una cultura che ha voluto far rivivere nella sua opera e nella sua musica. Ero un bambino e, seppur l’avessi sicuramente ascoltato prima di quel viaggio, fu questa la prima impressione di cui ho un ricordo, forse indelebile, che potrà solo più migliorare, con l’aggiunta di nuovi dettagli.  Continua a leggere

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Nizar Qabbani, poeta dell’amore liberato

Penso che la poesia sia la forma letteraria con cui più si entra in contatto con il carattere di uno scrittore, non essendo il contatto empatico mediato da costrutti narrativi o teorici, ed ho pensato ugualmente fosse per entrare in contatto con il mondo culturale del poeta. Con questo spirito mi sono avvicinato alla poesia araba, ed ho incontrato Nizar Qabbani. Mi guidava la ricerca dell’annientamento di uno stereotipo, quello che guida ogni laico che si affacci, curioso, alle terre su cui regna la mezzaluna. Ed il caso, non, badate, il destino, mi ha fatto incontrare la persona giusta, o meglio il poeta.

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