Tempi moderni: storia d’un agire altrimenti.

Parlare di Charlie Chaplin e del suo alter ego “ Charlot” può sembrare, anche a chi ne parla, un clichè, ma rievocare l’opera di uno dei più grandi autori ed interpreti della storia del cinema occidentale, offre spunti di riflessione e permette, per quanto si conosca la sua immagine goffa e simpatica, di scoprire lati dell’artista inglese che spesso rimangono celati dall’alone mitico che in alcuni casi ricopre certi personaggi appartenenti al mondo dello spettacolo. Tra i tanti film che Chaplin ha diretto e interpretato v’è ne uno che, visto con occhio odierno, per la storia narrata al suo interno e per l’impianto di pensiero da cui nasce, rimane una brillante e sempre divertente critica sociale; stiamo parlando di Tempi Moderni.
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Pasolini, un uomo in fiamme

Leggere “Le ceneri di Gramsci” di Pasolini è un’esperienza forte, sicuramente impegnativa. La ricerca di una coerenza di pensiero ha sempre prodotto difficoltà, ed in questa raccolta l’autore vuole cementare la sua poetica, per raggiungere la maturità artistica. E ci riesce. Pasolini è un poeta di paesaggi e comunità; la sua dimensione prediletta è quella corale, cui fonde quella identitaria. Si fa interprete del mondo umano attraverso il filtro della sua evoluzione come uomo, e parallelamente si fonde con le istanze di ciò che crede essere il popolo italiano della sua epoca, e le problematiche sociali divengono per lui esistenziali, personali.
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Pensieri irrequieti

  1. Il palco e l’attore

Ogni attore sarà alla ricerca di un palco su cui esibirsi, ogni persona che intenda raffigurare un suo atto avrà bisogno, per farlo, di un palco. Ed è così che l’arte dell’attore è niente senza uno stage su cui performare, ed è così che l’artista muore senza un luogo in cui esibirsi. Ognuno ha il suo palco, sta solo a lui trovarlo. Continua a leggere “Pensieri irrequieti”

Francis Bacon: l’intensità oltre la rappresentazione.

Nato a Dublino nel 1909, Francis Bacon fu uno dei pittori più importanti del XX secolo. Le sue opere ci raccontano probabilmente, senza comunque essere narrative, qualche aspetto della sua turbolenta esperienza di vita; egli, omosessuale, crebbe tra i valori di una famiglia dell’alta borghesia della capitale irlandese, figlio di un ufficiale dell’esercito britannico dalle idee molto conservatrici, in una condizione che dunque può portare ad immaginare come egli stesso potesse provare quell’intensità oppressiva che si ammira ben resa sui corpi, soggetti privilegiati dei suoi quadri.

Nato a Dublino nel 1909, Francis Bacon fu uno dei pittori più importanti del XX secolo. Le sue opere ci raccontano probabilmente, senza comunque essere narrative, qualche aspetto della sua turbolenta esperienza di vita; egli, omosessuale, crebbe tra i valori di una famiglia dell’alta borghesia della capitale irlandese, figlio di un ufficiale dell’esercito britannico dalle idee molto conservatrici, in una condizione che dunque può portare ad immaginare come egli stesso potesse provare quell’intensità oppressiva che si ammira ben resa sui corpi, soggetti privilegiati dei suoi quadri.

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Loro, storia di un lui

I film di Sorrentino sono noti per avere un non so che di enigmatico e Loro, la sua ultima doppia opera, non fa eccezione. Dopo averlo visto infatti, si esce dalla sala con l’impressione di non averci capito molto: «Ma non era un film su Berlusconi? quello che ospitava mafiosi in casa sua facendoli passare per stallieri ,  quello delle leggi ad personam, delle minorenni, delle deputate vallette e delle evasioni fiscali, dov’è la critica a tutto questo?».
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Il Principe tragico

La prima volta che ascoltai seriamente Fabrizio De André, e che prestai attenzione ai suoi testi e alle sue musiche, ero su una macchina familiare, percorrevamo la Genova-Ventimiglia con destinazione Chiavari. Lo si cantava in coro, anche se non tutti conoscevano le parole, immersi in quella Liguria che fu per lui la madre patria e a cui fu così affezionato, simbolo di una cultura mediterranea di cui si voleva fare cantore e di una cultura che ha voluto far rivivere nella sua opera e nella sua musica. Ero un bambino e, seppur l’avessi sicuramente ascoltato prima di quel viaggio, fu questa la prima impressione di cui ho un ricordo, forse indelebile, che potrà solo più migliorare, con l’aggiunta di nuovi dettagli.  Continua a leggere

Nizar Qabbani, poeta dell’amore liberato

Penso che la poesia sia la forma letteraria con cui più si entra in contatto con il carattere di uno scrittore, non essendo il contatto empatico mediato da costrutti narrativi o teorici, ed ho pensato ugualmente fosse per entrare in contatto con il mondo culturale del poeta. Con questo spirito mi sono avvicinato alla poesia araba, ed ho incontrato Nizar Qabbani. Mi guidava la ricerca dell’annientamento di uno stereotipo, quello che guida ogni laico che si affacci, curioso, alle terre su cui regna la mezzaluna. Ed il caso, non, badate, il destino, mi ha fatto incontrare la persona giusta, o meglio il poeta.

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