Forse che non si possono giudicare l’uomo e il mondo?

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E-pistole

F: «Il giudizio sul passato propende sempre verso un tracciato prestabilito, ha sempre un’inclinazione verso il negativo od il positivo che provengono da lontano, da un già letto o già sentito.
Il giudizio sull’avvenuto presente, invece, discopre qualcosa di nuovo ogni volta che si compie, dischiude nuovi sentieri e nuove vie. Per questo in molti temono il giudicare – perché è così difficile, in fondo – e per questo si limitano ad apprezzare o a schernire gli avvenimenti di una passato inoltrato.

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I valori di un mondo futuro

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E-pistole

S: «Oggi si vuole fuggire dall’emulazione tentando d’esser alternativi entro i limiti imposti da un vestito diverso. Si vuole fuggire dalle dipendenze divenendo o cinici anaffettivi o moralisti investiti dalla forza d’inerzia d’una morale genitoriale. Ci si sente tutti ribelli, chi perché dice di non accontentarsi, chi perché si accontenta in un mondo di scontenti; non ci si ama per creare qualcosa e non si resta freddi per protesta, ma lo si fa per paura chi di stare solo con se stesso, chi di confrontarsi con un altro. Molti dei fondamenti crollano, altri divengono più forti: “Bene”, verrebbe da dire, “in ciò sta lo spirito critico d’un epoca: nella trasvalutazione, se non di tutti, di alcuni valori”. Ma come può essere “spirito critico” una tendenza alla fuga rivestita di paura? Dov’è l’impulso creativo in grado di edificare il domani?» Continua a leggere

Fragili coerenze

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Aforismi

 

Il mio ritmo

Nel corso della vita si attraversano stagioni anarchiche, non cicliche, che influenzano il nostro procedere, il nostro incidere. Dieci inverni di fila si possono passare se la voglia di primavera ci e’ lontana, dieci estati se l’autunnno ci reco’ danno. Un anno intero in solo giorno mi capito’ di vivere, l’incostanza di marzo la mattina, la febbre dicembrina a pranzo, le storie amorose di luglio nel pomeriggio e la stanchezza d’autunno la sera. Un giorno intero mi capito’ di vivere in un anno, il risveglio mattutino in settembre, la fame in gennaio, l’azione dimenticata in maggio ed il sonno in agosto.

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Cattelan oltre “Cattelan”

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Arte / Articoli

“ Nelle opere creative c’è una moltiplicazione dell’emozione, una liberazione dell’emozione, l’invenzione di nuove emozioni  che si distinguono dai modelli prefabbricati del commercio.”

Gilles Deleuze

Rifacendosi alla distinzione del filosofo francese tra l’arte ed i modelli prefabbricati del commercio,  Maurizio Cattelan (Padova 1960) non sembra essere nè un creatore nè un’ artista, ma appare piuttosto come un irriverente personaggio capitato in un mondo dell’arte sempre più capriccioso e poco attento alle qualità e, pensando alla biennale di Venezia del 1993 – durante la quale, l’artista padovano classe 1960 affittò il suo spazio espositivo ad una agenzia pubblicitaria che lo occupò affiggendo alla parete un cartellone che promuoveva un profumo (Lavorare è un brutto mestiere, 1993)– quest’impressione di pochezza della sua arte sembrerebbe risultare confermata.

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