Chi siamo

Questa che segue è una dichiarazione di intenti, un’impresa di edilizia esistenziale dal carattere impressionista. Come gruppo vogliamo proporre un’idea dell’artista che crea il proprio metodo e della scrittura come modo per raggiungere una visione matura del mondo. È nello scrivere che noi troviamo il mezzo per riempire lo spazio vuoto creato dal silenziarsi della voce: una ricerca inesausta che, quando compiuta, porta burrasca. Iris blog nasce per far risuonare l’eco di questa dichiarazione, come una casa senza porte né infissi che la chiudano ermeticamente. Nasce come un luogo di incontro e di espressione, come uno spazio che ci permetta di condividere le nostre produzioni; sperando in una partecipazione del pubblico che con le sue critiche ne saggi il valore.

Il nostro gruppo è composto da:

Eugenio Scaletta

Sin da quando ero piccolo ho avuto una passione per la scrittura e per la lettura, crescendo mi sono reso conto di ambire a fare della prima il mio lavoro, non avendo l’anima da critico. Ho sentito il bisogno di partecipare all’apertura di questo blog, insieme a Stefano e Federico, per potermi confrontare con un pubblico più vasto, e per crescere come scrittore. Seppur sia un luogo comune, io scrivo per bisogno d’espressione, per comunicare ciò che provo e penso. E lo faccio sotto ispirazione, aspettando il momento in cui l’espressione raggiunge la sua maturazione. Non ho, per questo, un’idea naif della scrittura, per cui tutto ciò che esce dalla mia bocca ha valore per il fatto stesso che sono riuscito a scriverlo. Credo che la tecnica sia essenziale e che ogni artista debba crearsi la sua. Perciò, se scrivo poesie, racconti o recensioni di libri, lo faccio senza adeguarmi ai pregiudizi del tempo in materia, cercando gli strumenti espressivi che ritengo a me più congeniali.

Federico Magrin

L’idea che ho della scrittura l’ho accresciuta e sviluppata in parallelo con il processo di crescita che mi portava dalla immaturità all’età adulta, all’età della ragione; lo scrivere è stato in qualche modo il mezzo con cui mi sono auto-traghettato sulla sponda della maturità. Una volta giunto, mi sono cimentato in una scrittura impertinente, una scrittura che parta dalla vita condotta e che ispiri vitalità; una scrittura che risvegli da un intorpidimento troppo spesso diffuso tra i giovani.
Ma per percorrere un percorso serve una stella polare e per questo motivo orientai, e oriento tuttora, il mio impegno verso una sincerità illimitata, irrefrenabile. Una sincerità parrhesiastica, una parrhesia fluente, che abbia un sapore amarognolo di olive e di formaggio greco.
Un avviso per i pavidi timorosi: vogliamo portare la burrasca nei vostri cuori!

Stefano Izzi

Non sono un professionista, non mi cimento nella critica d’arte per professione né professo un ideale in questo campo. Il mio scrivere è un creare figlio delle idee nate a loro volta nell’amplesso tra me e le opere di grandi autori. Il mio narrare è il tentativo di preservare, prima che si infrangano, le molteplici impressioni che simili a gocce di pioggia, mi travolgono. Il mio fotografare è invece la ricerca d’una dimensione non cronologica della vita, è l’esplorazione d’un tempo non percepito.

 

CONTATTI

fes.irisblog@gmail.com