Forse che non si possono giudicare l’uomo e il mondo?

F: «Il giudizio sul passato propende sempre verso un tracciato prestabilito, ha sempre un’inclinazione verso il negativo od il positivo che provengono da lontano, da un già letto o già sentito.
Il giudizio sull’avvenuto presente, invece, discopre qualcosa di nuovo ogni volta che si compie, dischiude nuovi sentieri e nuove vie. Per questo in molti temono il giudicare – perché è così difficile, in fondo – e per questo si limitano ad apprezzare o a schernire gli avvenimenti di una passato inoltrato.

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I valori di un mondo futuro

S: «Oggi si vuole fuggire dall’emulazione tentando d’esser alternativi entro i limiti imposti da un vestito diverso. Si vuole fuggire dalle dipendenze divenendo o cinici anaffettivi o moralisti investiti dalla forza d’inerzia d’una morale genitoriale. Ci si sente tutti ribelli, chi perché dice di non accontentarsi, chi perché si accontenta in un mondo di scontenti; non ci si ama per creare qualcosa e non si resta freddi per protesta, ma lo si fa per paura chi di stare solo con se stesso, chi di confrontarsi con un altro. Molti dei fondamenti crollano, altri divengono più forti: “Bene”, verrebbe da dire, “in ciò sta lo spirito critico d’un epoca: nella trasvalutazione, se non di tutti, di alcuni valori”. Ma come può essere “spirito critico” una tendenza alla fuga rivestita di paura? Dov’è l’impulso creativo in grado di edificare il domani?» Continua a leggere “I valori di un mondo futuro”