Autore: Redazione

Giorni quasi dimenticati

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VII S: Monta e cala la luce del sole ora che sola quasi scandisce le giornate. Senza ore mi muovo per la casa, eppure il tempo rimane. F: È come se avessi pensato al tempo, però non riesco a distogliere il pensiero da me stesso. Si allungano le giornate, sì, ma cosa ci è rimasto a noi?

Giorni quasi dimenticati

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VI F: Oggi fa freddo, i mercati si sono svuotati. Chi oserà uscire? Chi si pascerà di tale di limitazione? Qualcuno sa ancora gioire nell’ozio? Chi troverà gioia nello stare da solo con se stesso, chi in tale costrizione? Chi, al contrario, patirà le pene della reclusione? Quanti si crogioleranno e quanti, invece, si danneranno?

Giorni quasi dimenticati

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IV F: Questi sono giorni malsani, in cui ventate di debolezza spirano falcidiando le generazioni che avevano ancora una memoria del secolo passato – ultima ancora contro l’oblio della coscienza –; un’epoca sta volgendo al termine, aprendo la finestra di un mondo nuovo. Uno spiraglio. Viene così fatto spazio alle nuove generazioni

Giorni quasi dimenticati

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III F: Nelle società statiche il valore dell’individuo è dato dal suo occuparsi qualitativamente del suo oggetto del desiderio, dall’abilità nel praticare volontariamente le sue passioni; nelle società dinamiche e dell’abbondanza, invece, la dignità del singolo è costituita meramente dal suo essere occupato. Dov’è lo spazio per l’ozio? È meglio un Kant tutore o un Kant filosofo? S: Occupo sempre più spazio, forse sto ingrassando, sono mai uscito di casa? F: Quando le stagioni dell’animo […]

Diario di un’infodemia

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Giorno quasi dimenticato numero 1 E: La momentanea sospensione della quotidianità fa apparire ciò che la sorregge, l’ordine del tempo cristiano, che, dopo la morte di dio, come lo scheletro di una nave, brunito il legno dal tempo, ancora galleggia, senza timoniere e pieno di popoli nella stiva. Quando dalle meraviglie che il caso,

Forse che non si possono giudicare l’uomo e il mondo?

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F: «Il giudizio sul passato propende sempre verso un tracciato prestabilito, ha sempre un’inclinazione verso il negativo od il positivo che provengono da lontano, da un già letto o già sentito.Il giudizio sull’avvenuto presente, invece, discopre qualcosa di nuovo ogni volta che si compie, dischiude nuovi sentieri e nuove vie. Per questo in molti temono il giudicare – perché è così difficile, in fondo – e per questo si limitano ad apprezzare o a schernire […]

I valori di un mondo futuro

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S: «Oggi si vuole fuggire dall’emulazione tentando d’esser alternativi entro i limiti imposti da un vestito diverso. Si vuole fuggire dalle dipendenze divenendo o cinici anaffettivi o moralisti investiti dalla forza d’inerzia d’una morale genitoriale. Ci si sente tutti ribelli, chi perché dice di non accontentarsi, chi perché si accontenta in un mondo di scontenti; non ci si ama per creare qualcosa e non si resta freddi per protesta, ma lo si fa per paura […]