Parte I

Il filosofo è colui che riesce a cogliere la fallacia in ogni sistema di interpretazione del mondo che gli viene proposto

16. Nessuna dicotomia fra θεωρία e πρᾶξις

Invece di perdersi nell’apostrofare con ingiurie i filosofi e di denominare la filosofia come inutile, essi meriterebbero di essere ringraziati, se non altro per riuscire a ricordarci la teoriticità, ed invitare il pensiero, così, ad una esistenza prosperosa. Già il pensiero non è una handlung?

17. Per non essere più principianti

Il distaccamento dal principio, per un maggiore adattamento ad un nuovo comportamento, crea il precedente che legittima l’ignoranza totale della causa principiante.   

18. La grande battaglia

Come un grande impero in fase di decrescita affronta una potenza nascente, così si confrontano le proposizioni informate dalla religione e quelle scientifiche. Si sentivano ancora confronti in cui ognuno dei due contendenti – la religione e la scienza nel loro essere storiche – pensava di possedere l’arma più letale, infatti, sempre si sentiva sostenere quanto fossero in possesso della verità e che niente di diverso potesse essere creduto. I propugnatori di questi sistemi, il sistema di valori che ha in principio una fede e quello che comincia dal dubbio – si può forse dubitare prima di cominciare a credere?– , non porgevano nemmeno l’orecchio quando, silenzioso e senza farsi notare, un qualsiasi individuo tentava di ricordargli l’impossibilità della verità assoluta, oppure quando lo faceva acutamente strillando. La piazza del mercato ed una sala conferenze di un circolo privato pari sono: il singolo individuo riesce solo laddove è già riuscito. Generalmente, ma in ambiti diversi, si riproponevano scontri di questa specie; si spartivano in squadre, da chi sosteneva l’inconfutabilità del proprio sistema di pensiero, a chi non voleva nemmeno sentire discorsi riguardanti l’impossibilità del suo; tutto ciò causato, progressivamente, dall’accecamento provocato dalla eccessiva sicurezza attribuita alle proprie convinzioni. 

19. L’agnosticismo ontologico e i campi d’esistenza

Chi affermava che il lume della ragione stia dentro ogni uomo, ha parlato correttamente, infatti in ciascuno vi è un qualche modo di pensare che lui stesso riterrà il più logico-scientifico e quindi avrà tutto il diritto di apporre l’etichetta Ragione sopra il contenitore contente quella maniera; ed allo stesso tempo, lo affermava ingiustamente, in quanto non esiste nessuno modo di ragionare che sia più giusto di qualcun altro in assoluto, ed adatto nel modo migliore alla particolare situazione – come evitare il ritorno del contestualismo e del prospettivismo, se non con un loro rinforzamento soggettivo! Non esistono idee assolute che sono da seguire ‘in toto’; invece, esistono i propri valori che ognuno ha il diritto ed il dovere di perseguire. Tali valori, tuttavia, non sono statici, anzi, necessariamente si evolveranno o regrediranno, a seconda che si guardi dal basso verso l’alto oppure dall’alto verso il basso, presupposto che universalmente siano ugualmente validi questi modi di vedere le cose – queste prospettive –, cosicché poi ognuno possa dare il proprio giudizio qualitativo. 

20. Trasvalutazioni

Il filosofo è colui che riesce a cogliere la fallacia in ogni sistema di interpretazione del mondo che gli viene proposto — di conseguenza sentirà sempre il bisogno di creare i propri valori con cui interpretare. 

[qui la parte precedente]

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