Parte I

Nell’utilizzo dei termini ‘ragione’ e ‘sentimento’, in contrapposizione, si fraintende ciò che è con ciò che non è

6. Eγώ ἄνθρωπος

Esiste la possibilità che la piena realizzazione di se stessi venga in essere: aleggiare oltre la cortina di fumo che vorrebbe impedirlo – la filosofia come sistema – e, inoltre, credere di agire per sé: l’antropoegoismo — per una piena e corposa comprensione si devono però abbattere le regole dell’esplicazione antecedentemente presupposte.

L’antropoegoismo viene concepito in una fattuale contrapposizione a ciò che si categorizza con la parola ‘egoismo‘: quest’ultima è costruita come discrimine per potere indicare meglio chi, tentando di fare il proprio interesse, danneggia gli altri: ma se quest’ultimo è una fallimento, quello deve essere un trionfo!

7. Finte dicotomie

Nell’utilizzo dei termini ‘ragione‘ e ‘sentimento‘, in contrapposizione, si fraintende ciò che è con ciò che non è. Sono parole che non possiedono un significato indipendente per l’individuo, sono derivati dell’esperienza.

8. Non è ancora finita l’epoca delle grandi narrazioni

Trovo riprovevole e disgustoso il fare dell’uomo atto a suddividere in categorie, quell’ignobile tentativo di immobilizzare l’incessante flusso del divenire – eppure, che altra strada si può percorrere per creare un tempo presente? A tale gesto religioso, un gesto che voglia scolpire nell’eternità del tempo, possono essere attribuiti diversi significati, ma io non gliene darò che uno: la volontà di rifugiarsi, di scappare da un’analisi attenta di un flusso in cui prevarrebbe la sofferenza. La propria semplicità che si nasconde nell’interpretare – perché “conoscere è [..] interpretare” – diventa una difficoltà a raggruppare sotto grandi gruppi, a capo dei quali stanno quelli morali del bene e del male – attraverso un tale errore comincia il miscuglio della teoria della conoscenza con la morale –; l’individuo, formando queste categorie (bene e male), si appagherà e si compiacerà, avendole costruite a sua immagine e somiglianza. .

9. Una dicotomia

Una piena realizzazione di se stessi si compie attraverso una totale determinazione, una piena determinazione di se stessi si compie con una totale realizzazione.

10. Un trittico della filosofia morale

Nelle varie categorie dell’essere se ne possono scorgere alcune di fondamentale importanza: il poter essere, che rappresenta la possibilità chiara che ha l’individuo di diventare; il dover essere, che è divenuta una categoria di esclusivo appannaggio dell’essere sociale, dell’essere in società, del singolo che si confronta e che esplicita se stesso di fronte all’altro; ed, infine, il voler essere, che sta a simbolo della singolarità soggettiva dell’individuo, come una goccia di diversità all’interno di un oceano di conformismo.

[qui trovate la prima parte]

1 commento su “Parte I”

  1. Pingback: Parte I – Iris

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