Giorni quasi dimenticati

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S: La libertà è sempre ciò a cui si aspira. Ora sta in una camminata, nello stare con gli amici o con gli amanti che non siano congiunti. Prima era poter avere del tempo, poter dormire la mattina, non avere sempre da fare. La libertà è desiderio di fuggire e in quanto tale non si può sentire ma volere.

E: La libertà è sempre libertà da qualcosa? Consiste nello svincolarsi dalla situazione in cui si è, per poi svincolarsi da quello che si sarà quando si sarà divenuti altro? Questa volontà che è direzionata, ora a questo ora a quello, secondo la negazione del contesto in cui ci si trova, si può dire libera? 

Io desidero lo stesso che desideravo prima, in modi diversi. Un posto al mondo dove essere in armonia coi miei affetti, un modo di vivere che mi soddisfi ogni giorno, pur nelle difficoltà. I contesti mutano, ma “Amore non è Amore se muta quando scopre un mutamento”, così può dirsi dell’amore di sé e verso gli altri? Allora l’amore è una schiavitù, che vincola la nostra libertà all’insoddisfazione?

S: Ogni giorno l’amore m’incatena alla vita. 

E: Mi torna in mente la scelta di Empedocle. Se fosse riformulato il concetto della libertà in conformità all’amore? Non la libertà di potere questo o quello, non una libertà postulata a priori, come fosse un dato di fatto, ma come un obbiettivo da raggiungere ordinando le necessità preesistenti a noi, le catene di cause che attraversano il mondo. Non sarebbe l’amore la necessità con cui potremmo gestire le altre necessità? E così edificare un’ordine, dovuto non alla posizione di una necessità, ma ad una alleanza con la necessità preesistente che abbiamo abbracciato. Una necessità che raggruppa sotto di sé una molteplicità di sentimenti, i quali sono ordinati secondo la disposizione qualitativa delle nostre esperienze emotive specifiche, cui si contrappone la concatenazione delle esperienze di un’altro metasentimento, sotto la cui unità si raggruppa la molteplicità di altre emozioni ordinate in sentimenti, l’odio? Saremmo capaci, dinnanzi al buio dei momenti di cecità, di richiamarci a questa necessità che abbiamo eletto a prima? Come intervenire sincronicamente attraverso l’amore quando si attiva la concatenazione della triste passione dai molti volti, l’odio?

F: La libertà sembrerebbe quindi non essere angustiati, oppressi — una libertà da moderni. – Ma che cosa è tale negazione? Forse che la libertà è costituita in negativo? Parlami del tuo tempo. – La mascherina mi opprime, un velo mi costringe il viso e mi restringe il respiro, mi fa respirare un mondo diverso. Sento continuamente l’odore della malattia e della sua successiva sanificazione, sento in continuazione l’odore di ospedale e di sala ortodentistica, di candeggina e di etilene.

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