Giorni quasi dimenticati

VIII

F: Ho sempre camminato in cerca di risposte. Ho sempre affermato e mi sono dato delle risposte. Ciò che mi manca, ora, è la domanda. Ho bisogno delle domande; non che non abbia mai domandato. Il domandare è un’arte soritica, oltre che socratica, una pratica da sofista: la domanda è sofisticata. Una pratica filosofica, un’abitudine che indirizza.

Sono alla disperata ricerca di domande, dove sono finite tutte le domande? Ci siamo dimenticati come domandare? 

Ma, attenzione, non domandare agli altri, piuttosto, domandarsi! Non serviamoci delle domande per produrre nuove risposte. Riflettiamo invece sulla creazione di quel dimandare. Portiamo alla luce e facciamo emergere la domanda: che cosa riesce a farci domandare? che cosa produce in sé una nuova domanda? perché, in fondo, abbiamo un disperato bisogno delle domande?

S: Stamane m’ha svegliato di soprassalto l’idea di alzarmi ed esser io, l’idea d’esser finito…

E: Forse ne abbiamo bisogno, delle domande, quanto abbisogniamo della loro assenza, e nella tensione verso la completezza siamo tentati di afferrare ciò che ci manca. Non rischiamo, così, una perenne insoddisfazione, misurandoci sempre con ciò che per noi avremmo potuto, o peggio dovuto, essere? Non sarebbe meglio accettare il ritmo della vita, dove in successione occasionale il pàtos di ciò che ci circonda s’acuisce o scema, le domande ci affastellano o si ritirano, lasciando in noi un vuoto, anche per lungo tempo, in attesa di un’intuizione, una risposta a una domanda non pronunciata? Ora i viali si sono rinverditi. Quanto mi ha colpito affacciarmi alla finestra e notare di non aver vissuto questo cambiamento, di esserne stato privato. Ma questa assenza di consuetudine al tempo delle stagioni ha reso il verde più verde che mai, così forte nei viali da soverchiare l’intonaco di ogni palazzo, fino all’azzurro del cielo.

S: Una volta sveglio il primo odore che ho sentito era quello di merda del mio alito… 

F: Il profumo del glicine mi ingombra le narici, le stuzzica e le risveglia. Gli odori sono ancora là, fuori, non hanno smesso di spargersi – aspettano di essere colti. Tutto torna come prima. Tutto — quanto prima.

S: Devo aver vomitato sentenze durante la notte. Tutte sbagliate. Visto che ora al semplice chiarore del mattino di esse non rimane che il caduco odore in una bocca silente.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...