Pensieri irrequieti

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Aforismi

1.

La professione e l’occupazione

La ripetizione iterata quotidianamente porta ad un innalzamento del proprio standard nei rispetti dell’azione compiuta – e per converso l’assopimento dello spirito, l’annichilimento del giudizio critico nei confronti di una ripetizione incessante e senza scopo. Un atto e un gesto verranno affinati nel loro svolgimento poiché, oltre che guardati con accortezza, saranno stati ripetuti incessivamente, un numero di volte tale da relegarne il movimento dal conscio all’inconscio: creando un substrato-ricordo fissato nella memoria l’uomo si permette di raffinare. L’iterazione è la madre che ha partorito tutte le innovazioni tecnologiche e manuali, una ripetizione incessante e perspicace.

2.

L’uomo mediocre e l’impossibilità del giudizio: una malattia hegeliana

Con quanta facilità lo stupore coglie di fronte alle opere del passato, di fronte ai capolavori senza tempo che hanno scandito le civiltà; creazioni umane su cui sono stati riversati fiumi di giudizi e parole e inchiostro, rappresentazioni scolpite nell’immaginario umano e nella memoria. E con quanta difficoltà, al contrario, l’uomo si sofferma su un’opera che ritrae il presente e l’epoca attuale – con quanta difficoltà questo stesso presente viene rappresentato? quanti impedimenti verranno incontrati prima di riuscire nella raffigurazione della sfuggente attualità? –; quanto sarà difficile che tale opera lo colpisca e lo impressioni nel profondo, lasciandone un ricordo immortale e che lo cambi; quanto difficile definirla arte. E quanto più arduo ancora sarebbe immaginare un’opera del futuro, un arte che ritragga un’epoca da venire, una composizione che dipinga l’avvenire e i suoi caratteri cangianti.

3.

L’avventatezza dell’uomo irato e irriconoscente

La facilità con cui si dissacra l’arte del passato e la si depone dal suo trono ereditario, conquistato e mantenuto attraverso millenni di regno; e il sentimento di ammirazione verso tutto ciò che appare sulla scena di nuovo e scintillante – di irriverente e scriteriato –, lo slancio entusiasta verso un qualsiasi pretendente al trono che avanza e coraggioso demanda un posto d’onore nel mondo: queste sono la caratteristiche che definiscono l’uomo acciecato dalla volontà di giudizio, l’individuo acciecato da un ricordo di un passato irriconoscente.

4.

L’innamorato trepidante

Quale bisogno anima l’uomo che ama il futuro e aspetta trepidante tutto ciò che è ancora da venire? E quale invece il rispettoso e l’accorto che stima, giudizioso, il passato e il presente prossimo?

5.

L’intuizione irredente del genio e la rapidità

Nella velocità di esecuzione si rischia di perdere l’accuratezza e la precisione, che vengono invece preservati da un attento e lento e paziente lavorio. Sognando una meta troppo vicina il talento naturale spinge e costringe con fretta; tralasciando la qualità del frutto prodotto la volontà produce in quantità.

L’uomo che intuisce brama un oggetto che rimarrà nascosto: la rappresentazione del suo desiderio, accuratamente rispondente alle sue esigenze. Il singolo perciò disdegna il passato che gli ha portato grandi speranze, reprime il presente che così poco risponde alla sua capacità di rappresentazione e non considera nemmeno che un futuro possa venirgli incontro gaudente, ricco dei frutti a lungo bramati.

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