L’esperienza personale dell’artista tragico

Lascia un commento
Aforismi

A: «Ma che cos’è, in fondo, un’opera d’arte? Cosa un capolavoro? Il compimento di un individuo? L’eccezionalità individuale resa artefatto? Oppure l’espressione superba di un sentire popolare?»

B: «Ambedue le cose: è colpo di genio improvviso e trascrizione eccellente di un ideale comune e ripetutamente patito»

A: «Quale fine ha allora l’arte, o, meglio, che fine si propone l’artista? Il sollazzarsi con un piacevole divertimento? O forse che egli ripetutamente si propone di esaurire una passione impossibile? È forse il porsi una meta esagerata? Od occuparsi di sé nella maniera all’individuo più utile e adeguata? Compiacersi? Oppure che egli insegue un nobile spirito?Allora l’artista dovrebbe parermi contemporaneamente un’egoista senza scrupoli e un supremo interprete del sentire popolare»

B: «Il compimento della tragedia e l’atto tragico sono la riuscita dell’opera artistica, sono il fine praticato e attualizzato dell’opera d’arte. L’artista, singolo individuo – eroe! –, anela ad una personalità nuova espletando il suo operato, anela ad un nuovo sé, ad un nuovo io che fiorisca rigogliosamente dall’arte prodotta. La solitudine rappresenta, allora, il punto di arrivo e di partenza di un percorso intellettuale; una tappa forzata ed un passaggio agevolato per creare; una meta del percorso e del viaggio artistico. L’intrapresa solitaria è il fine esistenziale come caso»

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...